
I risultati di un ragionamento sono in realtà i risultati dell'inconoscibile volontà: è colei che “ha la volontà” di far nascere un pensiero, anche se non ne siamo coscienti.
Ma allora, per quale necessità ha creato come mediatore il ragionamento tra lei ed i risultati?
La volontà è essa stessa sia il risultato, sia il ragionamento.
Coincide con due manifestazioni.
Ma solo quest’ultime, come tali, hanno avuto luogo in tempi e spazi diversi, essendo parte del mondo della molteplicità delle rappresentazioni.
L’essenza della volontà, invece, immune dalla schiavitù causale, non conosce tempo né spazio.
“È”, sempre e in ogni dove.
È il “sempre” e l’ “ogni dove”.
The Mallard