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domenica 9 maggio 2010

ANDROJINN - IL BIANCO, PARALISI VITALE

Il bianco
Per è uno spazio, lo spazio vuoto aggressivo; è l'ustione della vita.
Lo immagino come un tutto che avvolge, che all'occorenza stritola.
Essenza putriscente di questo mondo.
O no?
In un ottica del "domani" il bianco ( cioè il nulla, il vuoto ) può corrispondere a Dio:

GUARDAMI!!

Sono lo spazio vuoto che più di una volta hai immaginato in fermentazione; sono il tuo

pensiero vergine che ti tiene desto nel sogno.

Per te ho luce da vedere

Per te ho spazio da respirare

Per te ho energia da modellare

Per me per te nulla è scritto

Io sarò il parto di un pensiero ideale spinto verso il domani, il ciò che non è ancora; io sono il disequilibrio che ti pone sbilanciato in avanti, in movimento.

Sarò la stessa libertà di essere senza una delimitata visione.

Attraverso di me tu vivi l’evolvere del domani, la sua creazione; come essere al di sopra

delle cose in un moto continuo tra il tempo senza tempo.

Sono il vuoto che esige forma, un vuoto per il vuoto sempre vuoto per il giorno dopo; un

vuoto che ha forma solo nel momento sotto le tue mani, sotto la tua idea.

Le ossa sono bianche, il latte è bianco, il corpo degli occhi è bianco. Che segreti custodisce il bianco?

ANDROJINN

giovedì 6 maggio 2010

ANDROJINN - MADE IN EARTH

Sto vivendo periodi in cui respiro la presenza della morte tutti i giorni, tutt'intorno. In natura si muore o si vive in equilibrio su un rasoio tagliente e quel brivido che ti procura è l'energia che ti sprona ad andare avanti. A volte non dormo per l'angoscia del nulla e invidio quei cattolici che credono ciecamente nell'aldilà, non hanno idea da cosa già sulla terra si stanno salvando.
Cè bisogno della speranza per poter camminare sui morti, cè bisogno di credere che per lo meno in terra ci aspetti qualcosa di buono nel domani. Senza di ciò qualsiasi discorso viene vano.

ANDROJINN

domenica 10 gennaio 2010

ANDROJINN: Senza immagine pregiudicante




...La vera identità...

in questi giorni mi è stata posta un'importantissima domanda "Cosa diventerà per te questo blog?" la mia risposta è stata"Sarà ciò che sarà" (citazione da Erri de Luca ndr)


...io vedo....


che sarà una stanza senza pareti costrittive e senta soffitto protettivo. Le nostre parole saranno libere in balia dei venti.


la mia immaginazione mi trascina al centro di un perimetro infinito, privo di un orizzonte netto, pieno di spazio da muoversi; come ogni cosa viva che obbedisce alle regole del tempo solo la morte ne creerà un confine definito, quello del suo "è stato".


La forma e l'identità si plasmerà non preventivamente diventando così percorso incanalante, ma addosso alle nostre pubblicazioni. Sarà come un vestito di sartoria, elegante e sobrio capace di non costringerci il collo senza farci respirare ma calzerà a pennello lasciando spazio a tutti i nostri personali movimenti.



chi siamo? chi vogliamo essere? un pacchetto d'idee o un divenire d'idee? la differenza la fà la grammatica, il tempo dei verbi.


Essere ieri o essere domani?


Personalmente mi sento bene quando credo di essere un pezzo di pongo nelle mani di un enorme bambino. Informe incanalo le aspettative di una mente giovane e pioniera; io sto bene quando incito la speranza perchè l'oggi è frutto del "ieri" e ora si crea il domani.


Retorica? si, un pò, ma dal saperlo al percepirla questa presenza in sè del tempo umano e delle possibilità ne percorre fatica ed esperienza reale.


...io penso...


Che quando osservi un bambino apprendere il mondo intorno a sè con goffaggine e spregiudicatezza non immagini chi diventerà e non ti accorgi che stai osservando l'entropia più potente del genere umano, quella che crea il Senso.


Quindi per me questo blog sarà cmq qualcosa di domani fino a chè ci sarà, quando "sarà stato" potremo giudicarlo.



ANDROJINN