La violenza, il "male" contro cui tutti si uniscono,
esistono vari tipi di violenza, la differenza in gravità tra i vari tipi non è poi così rilevante
dato che è chi la subisce che ne stabilisce il peso.
La violenza più comune: guerra, omicidio, stragi, stupri, tutte violenze "reali" e "materiali" che distruggono,
eliminano, fermano il naturale corso di una vita, impongono il volere di qualcuno sulla libertà altrui;
Poi c'è la violenza più "astratta", una persona che con persuasione ne induce un altra a pensarla come lui o a comportarsi in
un dato modo, anche questa è violenza...
L'invadenza di un vicino di casa non è forse una forma di violenza?
Un estraneo che arriva arrogante spiegandoci come vivere, contestando piu o meno direttamente il nostro modo di esistere, anche questa è una forma di violenza..
La pubblicità è violenta, viene attratta la nostra attenzione e poi ci viene sbattuta in faccia un immagine che nella maggior parte dei casi fa leva su i nostri
istinti, sulle nostre paure, sui nostri desideri.. non ci viene spiegata la vera utilità del prodotto ma ci viene imposta la sua esistenza e alla fine lo si compra.
Il lavoro oramai è violenza allo stato più primordiale: l'operaio non vende forse il proprio corpo proprio come una prostituta ? (qui mi riferisco alla prostituzione
imposta da un protettore, o da una condizione sociale).
Io in questo stesso istante devo prestare attenzione per non trasformare il mio intento di far riflettere in un intento di far pensare chi legge come me, il mio
scrivere diverrebbe una forma di violenza..
Imporsi ogni mattina la sveglia è una forma di violenza, verso se stessi certo ma violenza.
Il mio istinto dice: "spaccagli la faccia" ma non lo faccio, sarebbe violenza verso di lui, ma così è imposizione a me stesso, violenza verso di me..
questa forma è meno grave ?
Un pazzo omicida se si imponesse di non uccidere soffrirebbe assai di più la violenza verso di se piuttosto che quella verso gli altri, direte che centra è pazzo,
tuttavia questa è la sua percezione e in un ragionamento "oggettivo" và presa in considerazione..
Non avete mai cercato di proporre qualcosa di Oggettivamente giusto o utile o importante, che richiedesse sacrificio ma promettendo frutti, per
poi fare i conti con l'ottusità di elementi che a priori dicono di no, senza riflettere e che per quanto ci impegnamo questi continuano a rifiutarsi, considerando
il loro consenso come fondamentale per questioni burocratiche o che.. e poi inoltre magari ci deridono.
Presupponendo che il nostro progetto avesse portato reali benefici alla collettività ne veniamo impediti dalla stupidità o avidità di un singolo;
a questo punto mi chiedo quanto possa invece essere legittimo imporre alcune cose nonostante questa imposizione divenga violenza..
In caso contrario si giunge alla conclusione: "mi faccio gli affari miei, fanculo gli altri, me ne frego finche non interferiscono con me" ma questo è giusto?
se ognuno pensa a se, come quasi ovunque oramai accade, il mondo che fine fa ?
E' dato oggettivo che ci sono persone più intelligenti e persone meno intelligenti, indipendentemente dal livello culturale, supponondo che
questi intelligenti siano privi di avidità per questioni morali o per un senso di giustizia e che siano capaci di non mettere il loro
interesse prima di quello altrui e che quindi siano capaci di usare le loro facoltà per l'umanita (un po utopico vero ma utile al ragionamento) non
sarebbe forse giusto che queste persone oggettivamente capaci di trovare la più giusta organizzazione del collettivo imponessero agli ottusi, agli egoisti,
agli avari, la loro "soluzione" ?
E' risaputo che in democrazia ogni individuo può (teoricamente) dire la sua, ma nel collettivo si troverà sempre un individuo che vuole prevalere
o che più subdolamente cerca di fare il proprio interesse anche quando questo non è più largamente corretto, quanto è giusto che questo individuo abbia
diritto di parola, quanto è giusto che il suo pensiero sia rilevante per una decisione finale ?
Tuttavia impedirgli di partecipare sarebbe una forma di violenza, anche se poi lasciandogli spazio invece, per serie di eventi e dinamiche che troviamo
ogni giorno ovunque, questo suo diritto iniziale si trasforma in una piaga per il collettivo..
Per proteggere una persona cara o la propria casa, o la propria vita, fino a che punto sareste disposti ad arrivare? O meglio: fino a che punto la nostra morale, la
nostra etica, e il nostro senso di giusto e di non violenza arrivano? a che punto questi concetti di "pace" vengono meno? quanto siamo realmente
capaci di prestare fede a concetti di Non violenza da noi esposti in periodi sereni ?
Passando poi a livello più primordiale, più istintivo.. Non vorremmo forse che ci fosse giustizia? e quindi cos'è la giustizia? due persone uccidono senza pietà e
ora sono libere; Erica e Omar, lo stesso dipendente delle pompe funebri dopo aver visto il bambino, morto, con 50 coltellate e le interiora che galleggiavano nella
vasca ha cambiato lavoro ed è andato in analisi.. ora quei due studiano, lavorano, vivono.. c'è stata giustizia? Uccidere persone come loro due sarebbe
violenza, direte, chi sono io per decidere? non sono dio, non ho diritto di vita e morte, non posso decidere per la morte altrui.. Tuttavia, quanto è giusto che
vivano liberamente ?..
Questo è un caso estremo ma lo stesso ragionamento lo possiamo fare su qualsiasi forma di violenza.
Allora, esiste una violenza giusta? O è sbagliato a priori?..
Quanto siamo capaci di essere violenti se lo riteniamo giusto o necessario?
Perchè alla fine, nel profondo, siamo tutti violenti, e tutti abbiamo desiderato forme di giustizia che stravolgono ogni morale, almeno per poco lo abbiamo pensato
tutti..
Certo, io come voi sono contro le guerre come manifestazioni di violenza, ma Mussolini appeso a testa in giu a decomporsi in piazza con accanto la sua donna, e i
passanti che sputavano e urinavano sul corpo, qui le vittime hanno manifestato una violenza di gran lunga superiore della stessa guerra, è stato "giusto"? o meglio
possiamo giustificarlo? (fatti realmente accaduti). Non oso dire che Mussolini non si meritasse una pena per quello che aveva fatto, ma non credo che il comportamento
dei "liberati" sia stato molto diverso, qui i passanti sono diventati uguali se non peggiori di quell'uomo appeso. Chi è stato piu violento?
una di queste violenze va bene e l'altra no?.. ma alla stesso modo, voi cosa avreste fatto? sareste stati così "violenti"? io penso di si.. perche quando siamo
arrabbiati, offesi e lo riteniamo giusto, tutti siamo violenti, e poi invece ci rifiutiamo di esserlo quando è necessario, come con chi realmente minaccia la collettività.
Spazio alle riflessioni.
Donny.