sabato 21 agosto 2010

La Vale: l'immagine odiata



L'immagine

ostentata,

osservata,

sciupata,

esibita,

nascosta...

l'ombra falsa di ogni colore della nostra anima...

sono stanca dell'esibizionismo,

di corpi nudi messi all'asta al miglior offerente...

Stanca e nauseata di questa società dell'apparire....



Io non uso specchi e non voglio la mia immagine riflessa, distorta in una sfumatura sfocata piena di laccrime.... Io sono ciò che ho dentro e non ciò che posso apparire ad occhi superficiali....

Non ho bisogno di quello scorcio di quasi realtà, di essere quello che non voglio essere....

La gente deve guardare per ciò che è riposto in ognuno di noi nella nostra anima..nel nostro sorriso che deriva dal cuore...

Non per un'imperfezione... non per l'ecceso di qualcosa....

E vorrei dirlo implorando l'attenzione di questa frenesia di questa voglia di correre sempre

di questa malattia che ci consuma da dentro che ci rende imperfetti e che ci fa apparire così insicuri da spogliarci di ogni certezza... da lasciarci soli senza sé e senza ma...
Questa voglia di ritrovare se stessi, di ritrovare il lato umano perso in qualche stanza di un paese remoto.......
perché si è arrivati a tanto.... ?


perché si ostenta tanto un'immagine che non è il riflesso di noi stessi?

che ci rappresenta solo per metà... che fa di noi degli animali primordiali che non riescono a guardare oltre che quel vezzo estetico, quel costrutto falso....?


No, non credo e non posso pensare che l'arte si fermi li, all'esibizionismo falso....

spero e credo che ci sarà qualcosa che spingerà noi stessi al di là della barricata,

al di là del vetro,

perché esiste altro,

altre immagini,

altri modi di pensare,

di vedere e sognare...

DI LIBERARSI...

DI LIBERARE LA PROPRIA MENTE,

I PROPRI OCCHI,

DI SORRIDERE ALLA GIORNATA CHE SI PRESENTA,

DI SCHERZARE SUI DIFETTI...

DI ROMPERE GLI SCHEMI IMPOSTI E GLI SPECCHI ROTTI

CHE RIFLETTONO SOLO IPOCRISIA..

LA VALE

domenica 8 agosto 2010

La Vale: La luce positiva...



Capita spesso che ci sentiamo innondati da cariche positive nel nostro essere e che finalmente troviamo la persona giusta che ci riesce a trasmettere quella tranquillità e pace che è da tempo che cerchiamo...

Io non ho smesso di guardare con gli occhiali dell'essere critico...
ogni tanto le prendo e le metto e rivedo quel grigiore e il marcio che c'è in questo mondo...

delle ingiustizie, delle atrocità,

dei ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri,

del padrone che suona al campanello chiedendoti l'affitto del mese,

dello stipendio sempre più basso,

del lavoro sempre più sporco..e via dicendo...

ho solo preso altri occhiali, per cambiare, per avere una montatura diversa e guardare in una altra prospettiva...
ogni tanto fa bene cambiare, infondersi di un calore positivo che riempie il nostro essere, riempirci del desiderio che le cose possano cambiare dipende solo da noi, dalla nostra voglia di metterci in gioco e di sorridere...
Vedo il colore giallo e arancione negli occhi e sento pulsare nelle vene uno strano ritmo soave che mi riempie di pace...

e allora alzo gli occhi e vedo il cielo....

un cielo sereno, pieno di stelle, pieno di luci, di piccoli puntini e tratti di felicità..

solo pochi che assaporano questi momenti che riescono a liberarsi dagli schemi imposti dalla società,
che riescono a dire ciò che provano dentro di loro, sanno assaporare tali momenti....

Qualcuno penserà che questo sia uno sfogo da ragazzetta di 16 anni.... amen!
non mi importa cosa starete pensando...
spero solo che un pezzettino del vostro cuore, un pezzetto del vostro essere abbia provato anche per un minuto questa sensazione..


LA VALE

ANDROJINN - A VOLTE UN FULMINE COLPISCE




Sento pulsare un'onesta danza dentro di me; posseggo ancora sconforto, smarrimento e stanchezza ma sento il nuovo indirizzamento che nuovo non è ma già percorso a singhiozzo.


Non è buono bere vino sempre ma è buono berlo a volte.


Non è buono mangiare carne sempre ma è buono mangiarne a volte.


Non è buono pregare sempre ma è buono pregare a volte.


Non è buono salvarsi sempre ma è buono salvarsi a volte.


L'importante è che in ognuna di queste volte non siate preda degli eventi.

L'integrità dell'ESSERE (es, io, superio, corpo, spirito, mente) per me è universale e indiscutibile.


ANDROJINN




domenica 1 agosto 2010

Coccia - della scrittura

sentivo che sarei tornato a scrivere disinteressatamente dopo mesi. lo sentivo da un po' di tempo. a poco a poco la sensazione dello stare per tornare a scrivere mi ha preso. e ora, mentre lo sto facendo, mi sta piacendo moltissimo. un interessante esperimento, quello del tutto spontaneo per cui non ho scritto praticamente una riga negli ultimi sei mesi o giu di li. un fatto significativo, che mi porta a chiedermi e a chiedervi quale sia il vostro rapporto con la scrittura. se questo blog esiste è perchè la gente oltre ad avere delle idee dei pensieri delle emozioni sceglie di scriverle. quanto scrivete di quello che vi attraversa? Quanto siete grafomani? in passato mi recriminavo molto la mia pigrizia. pensavo che stavo sprecando battute strepitose e pensieri brillanti senza scriverli. di fatto credo che ci sia poca roba divertente o solare da leggere in giro perchè questi stati d'animo conducono poco allla riflessione sulle cose che la scrittura è per definizione. e quindi mi chiedo che rapporto ci sia tra la riflessione e la scrittura. ci sono stati dei momenti in cui credevo nel valore terapeutico della scrittura. mettevo tutto nero su bianco per vederci chiaro. erano anche i momenti in cui vivevo nell'equazione ovviamente fallace per cui saper enunciare una cosa, chiarirla, darle un nome, equivaleva di fatto a risolverla. le parole avevano quasi un potere primordiale, tribale, di placebo. o forse era solo un banale sfogo. o forse qualcosa di piu profondo. era il fatto che credevo che avrei ottenuto uno stato di benessere solo ponendomi davanti ai miei occhi tutto. scrivere era un modo di far riemergere le cose sottaciute che non vengono messe in questione o che la cattiva coscienza mette per farci quietare sotto il tappeto. ero molto convinto e lo sono tutto sommato ancora che mettere le cose sotto il tappeto nascondersele sia l'origine di molti malesseri. scrivere allora era terapia allo stato puro. si compieva quell'operazione di verita, una verita anche crudele e spesso per nulla attraente. e allora il rapporto tra scrittura e rendere pubblico. quanto di quello che scrivete lo rendete pubblico? quanto non lo renderete mai pubblico? quale è il senso secondo voi di scrivere qualcosa che non leggera nessuno a parte voi stessi? confesso che a volte mi fa piacere ritrovare vecchi appunti di sensazioni e quindi li scrivo oggi per ritrovarli in futuro, quasi come pollicino. lascio le molliche esistenziali. in questi sei mesi non ne ho lasciate di esplicite. ma molte di implicite. forse sono passato dal dichiarare le cose al mostrarle involontariamente. mi piace piu mostrare che dimostrare, lasciarvi capire a voi delle cose piuttosto che dichiararle apertamente. mi piace piu farmi leggere che scrivere. metaforicamente e non. tanto stiamo parlando di noi stessi con molta piu verita soprattutto quando non è noi stessi l'argomento del nostro parlare... il nostro io è sempre con noi. e il momento in cui forse ne capiamo meno è quando ne facciamo un oggetto, diciamo 'ora parlo di me'. in passato mi piace parlare di me. descrivermi. ripeto, sentivo di dover dimostrare qualcosa. mi piace cercare e trovare gli aggettivi piu adatti, piu essenziali. non so se per insicurezza o per vanita ma francamente ora non mi interessa. in passato mi sarebbe interessato,ora no. forse credo meno nell'introspezione, in un certo suo tipo. credo sia sopravvalutata. le cose parlano da sè. e per questo che mi piacerebbe parlarne il meno possibile e lasciare che parlino esse stesse...

mercoledì 28 luglio 2010

Donny: "Nel silenzio non c'è solitudine"

Nel silenzio non c'è solitudine..
in qualsiasi ordine lo si dica credo il significato sia sempre lo stesso..

Non so con precisione da che parte cominciare, sono così tante le cose da dire;
e così poche le parole che il vocabolario mi concede..

Vorrei chiedere una cortesia ai lettori; vi chiedo di leggere tutto, aspettare dieci minuti e poi nel caso, rispondere.

Mi sento che ciò che voglio esprimere ora è qualcosa che và al di là delle parole che scriverò.. .perchè?

Perchè non voglio esprimere emozioni, non voglio raccontare la mia giornata o la mia vita.. non voglio parlare ne di ricordi ne di

sogni per il futuro..

Voglio parlare di un concetto, apparentemente semplice ma più complesso di ogni altra cosa.. un concetto che spazia dall'amore e la

gioia nella quiete dell'umilta sino alla sofferenza e al dolore nel comprendere e pagare per i propri sbagli; alcuni la chiamano

Fede.. io sono uno di questi, ma non voglio focalizzarmi su questa parola.
La parola per sua natura è solo un mezzo, un mezzo per esprimere un concetto.. il concetto di cui voglio parlare questa sera.

Come punto di partenza è necessario rendersi conto che non è tutto qui.. per farlo è sufficente un semplice e breve percorso logico

deduttivo; Io sono coscente di esistere? se la risposta a questa domanda è si allora il quesito successivo sarà perchè?
a questo si potrebbe rispondere che il cervello in millenni di evoluzione è arrivato a un livello così complesso e attivo da

generare una coscenza, e quindi che sia per questo che "io esisto in questo corpo piuttosto che in un altro", ma io vi chiedo:

questa risposta vi è sufficente? se lo è, come lo è per molti allora sarà inutile parlare di Fede, poiché questa comprende una

coscenza del se che va al di là delle semplici spiegazioni "scentifiche" "materialiste".

A me quella risposta non è mai bastata, è c'è solo un altra risposta plausibile.. una e una soltanto.. ovvero l'esistenza dell'anima

o spirito.. parte coscente che abita un organismo che altrimenti non lo sarebbe.

Come potrebbe essere altrimenti? mi sono cimentato molto, molto tempo in ragionamenti vari per rispondere a questa domanda, questa è

l'unica risposta che sono stato capace a darmi.

Nato come Ateo faticai a prendere una posizione in merito, ma ora non ho il minimo timore nel farlo.. questo perché ora ne sono

certo. Non è tutto qui, e che voi lo chiamiate Dio, Tutto, Coscenza infinita o in altri modi, resta pur sempre la stessa cosa..
Un qualcosa di così immenso e complesso che noi possiamo solo limitarlo a un identità distinta, dargli un nome e immaginarlo col

barbone (tipica raffigurazione della saggezza). Ma questa immagine da fumetto, non è il Suo limite, ma il Nostro.

Il fatto è che con una buona dose di umiltà ci rendiamo facilmente conto che non è così semplice, ma che per noi non puo essere

altrimenti non potendo comprenderne la natura.
Ed è a questo punto che nasce la fede..
Quando prendiamo coscenza di questa realtà e se pur stolti ed erranti iniziamo a cogliere quei piccoli segni, miracoli, sparsi

ovunque e finalmente "seguiamo il coniglio bianco".. pronti a scoprire un mondo che non si limita piu alla vita terrena..
Inoltre detto tra noi, se ci fosse solo questa vita, che senso avrebbero i limiti, le regole che ci poniamo, che senso avrebbe lo

stesso vivere ?? non ne avrebbe. Ma questo non deve far intendere che siccome non sappiamo dargli altro significato usiamo la via

piu breve.. soprattutto perché la Fede non è ne breve ne facile.

Nel momento che comprendiamo questo le domande naturalmente aumentano esponenzialmente; allora perche la morte? perche a me succede

questo e a lui no? perche lui soffre?? perche le malattie? perche invecchiamo? perche la chiesa è corrotta? perche gli estremismi?
perche tutto il male che c'è nel mondo ?? perche non posso avere cio che voglio? perche non posso essere felice ??... io vi

garantisco che c'è una risposta per ogni domanda, solo le avremo quando sarà il momento, perchè prima dobbiamo dimostrare la nostra

Fede e solo dopo le risposte ci verranno date.. come doni... non vanno pretese.

La Fede significa anche mantenere il sorriso pure nelle situazioni piu ardue.. significa non aver timori.. significa non provare ne

odio ne rancore ne rabbia sia verso gli altri che verso di se.. in ogni caso.

Significa accettare quello che ci accade e non per questo cambiare il proprio modo di essere.. anche di fronte al peggio rimanere

quello che si è .. e per questo non intendo ne il carattere ne la personalità (come insegnano le nostre scenze, queste due cose sono

in parte genetiche e in parte l'esito delle informazioni raccolte durante la vita) intendo quello che si è nel proprio cuore.. (sede

dell'anima, unica parte che resta immutata agli eventi).. a volte accade che il cuore venga congelato o azzittito dalla nostra

mente, ma qui vi chiedo se questo vi fa stare meglio.. perché io non ci credo..

Ascoltare il cuore anche quando la mente ci dice che stiamo facendo un qualcosa di stupido, di "sfigato", che ci stanno prendendo

per il culo.. che ci stanno vedendo come dei pazzi esaltati.. quanti lo penseranno di me leggendo questo post.. ma avere Fede

significa anche questo, avere il coraggio di esprimere ciò che siamo nel profondo, nell'intimo senza timore del giudizio altrui..

chissene frega!! pensino quello che vogliono, io sono questo, e lo sono PER ME.. non PER LORO... importante non dare piu valore al

giudizio di massa rispetto all'opinione che noi abbiamo di noi stessi.. perche solo questo conta..


E ora mi ricollego al post di Andro.. Fede è anche questo.. Fede è anche fiducia.. fiducia in se, nel prossimo e in Dio... a volte

pensiamo che una data persona sarà persa senza di noi, o che questa persona sia sciocca perche non ci vuole.. Che superbia!! che

Egoismo!! Se veramente ci importa di quella persona dobbiamo imparare a lasciarla andare, soffrendo se necessario, ma bisogna che

vada e che apprenda dai propri sbagli come abbiamo fatto noi.. bisogna lasciare che viva la sua vita, perche appunto è la SUA vita e

non la nostra.. e il regalo piu grande che possiamo farle è darle fiducia.. avere Fede in lei.. credendo il Lei.. e lasciando che

vada verso i propri dolori e le proprie gioie. Anche questa è Fede..

Molti pensano che la Fede sia il semplice credere.. non è affatto così semplice..

Fede come stiamo notando è molto più complesso e difficile..

Quando la vita ci crolla addosso.. quando non capiamo più da che parte siamo girati e i pensieri ci aggrediscono brutalmente

facendoci pesare ogni secondo della giornata.. problemi affettivi, familiari, salute, soldi.. in questi casi mantenere il controllo,

non fuggire dalla vita con scialbi espedienti quali alcool, droghe, svaghi, sesso e fantasie varie; rimanere ancorati alla realtà

con umiltà e accettazione dandosi poi da fare per risolvere la situazione, senza mai dubitare un secondo di potercela fare senza mai

dubitare un secondo di Lui.. perche se stiamo soffrendo, anche se non capiamo, di solito ce lo siamo meritati, e ora viene il

momento di dimostrare la nostra voglia di migliorare.. e non temete perchè dall'alto ci sarà risposta. Anche questa è Fede.

Poi ci sono le circostanze impossibili.. Nella Bibbia Gesù attraversa il deserto per 40 giorni senza ne acqua ne cibo.. e il

"diavolo" lo tenta con distributori di cocacola fresca.. (non è proprio così ma voglio rendere l'idea :) ) ma lui non cede alla

tentazione e procede nella sofferenza come da volontà Sua.. bhè mi prenderete per pazzo se vi dicessi che anche noi nel farlo non

moriremmo, perche se questa fosse la nostra prova; nulla, ne la sete ne la fame, ne il caldo, ne la nostra scarsa preparazione

fisica, nulla di tutto ciò ci ucciderebbe.. questa Fratelli miei è Fede..

Un vecchio in india non mangia e non beve da 75 anni.. come può essere vivo?? questo è il reale potenziale umano, e non c'è nulla

che possa uccidere quando la Fede ci accompagna e naturalmente se siamo nel Giusto.. (il giusto è arduo da riconoscere ma non

impossibile).. se stiamo facendo la Giusta cosa.. nulla ci impedirà di concludere.. nemmeno l'apocalisse.. e essere SICURI e CERTI

di questo, è Fede.
Andare incontro a morte certa senza dubitare minimamente nella nostra riuscita finale..

Come vedete non è semplice aver fede.. anche perche appena diciamo di averla siamo subito messi alla prova e dobbiamo dimostrarlo..

soprattutto a noi stessi..

Da qui il titolo.. Non c'è solitudine nel silenzio.. io posso gridare disperato, pregare giorno e notte senza mai ottenere risposta

ma in realtà quel silenzio è la risposta perche questo non significa che nessuno ci stia guardando o aiutando..

Il silenzio non deve farci dubitare..

Come se io so che una persona a me cara è in difficoltà, il fatto che io non la cerchi, il fatto che io non le dica nulla.. non

significa minimamente che la stia lasciando sola.. solitudine è una cosa che non esiste in un mondo di Fede.. e quindi appunto nel

silenzio non c'è solitudine.. Che ne puo sapere se prego per lei ogni sera?

Non so se sono riuscito a esprimere ciò che volevo.. in effetti non è semplice.. in effetti sono un pò confuso anche io, poiché non

lo so esprimere.. non so spiegare cosa sia.. è questo.. e basta.. non so in cosa credo ma credo fermamente.. questo è..

Le risposte ci sono, e sono ovunque.. abbiate fede e le noterete.. e le noterò..

Grazie dell'attenzione..

Con il cuore.

Donny.

lunedì 26 luglio 2010

0.10 - ross

Mi sento Così sola dentro.
Perdo troppo facilmente quella mano.
La lascio... o non ne sento più il tatto..
colpa che non so placare, continuando ad amare l'errore di cercare e cercare,
senza sentire.
In questo tempo e in altri ho amato,
errato, convertito,
amato,
dormito con il mi bambino nel ventre,
sognato il mio destino temporaneo,
dimenticato,
amato il perpetuo ripetersi
e odiato l'assenza del tangibile
e dimenticato..
dimenticato tutto..
ricorrenza universale del mio eterno.
Inconscia volontà che non mi appartiene, tentando di difendermi
uccidendo la mia.
L'Ansia.
E dall'altra parte l'ipnosi regressiva che mi presenta la calma,
dopo anni la ospito nel mio tacere ed è sacra
e immobile
e sembra meravigliosamente irrilevante...
ma passa un'ora e ritorno dentro me
dentro un corpo a riprendere le mie gambe e le mie braccia a cercare qualcosa con le mani.
Mi chiedo come si possa tendere ad amare,
mi chiedo dove sia finito il mio viso bambino.
Spiegamelo,
illumina il mio pensiero
e il mio
cuore secco


ross

ANDROJINN - CINQUE SENSI E SETTE AVE MARIE





è ESTATICO.

L'umore trasale, mi ritornan alla mente ogni piccolo e singolo istante di vera gioia ricorsi fin ora e mi tiro sù. Non ci sarà sfida che mi potrà far cadere, troppo solidi sono i miei trampoli fatti d'amore, di coraggio e di umiltà; Questa magia che chiamo "complicità" ha in servo per me ogni giorno possibilità, scelgo e parto carico del mio zainetto di luce.


Ho tanti occhi in questo periodo con i quali vedo i piccoli e saggi segni, ogni tanto ne trasgredisco qualcuno ma solo per parcondicio verso il mio corpo piccolo e corrotto. Mi disegno una mappa dei miei passi futuri e vedo che è già fatta per tornare a te.


Percepisco un percorso comune; so che apparteniamo tutti a quel piano d'esistenza che traballa ad ogni piccolo scossone dei nostri cuori, se trema per me trema anche per te. Non illudiamoci di poter allontanare da noi qualcuno, questo è sangue del nostro sangue e mondo del nostro mondo.

... e se devo dirla tutta, TI AMO!. Non stare con me, non starmi vicina; mi basta tu sia felice e completa tra le onde, sulla tua strada, nei tuoi mondi d'oro. Combatto contro il desiderio perchè credo in te e non voglio disturbare la tua anima con la mia corruzione. TI AMO a tal punto che, se tu credi che io finga, rimarrò qua ad aspettare fermo al fido di ogni tuo pensiero.



ANDROJINN