martedì 23 febbraio 2010

Coccia - Le cuffiette più care della storia (come fottei il Suddeutsche Zeitung)

22 Febbraio – Una delle cose che si imparano troppo tardi quando si è freschi sbarbatelli universitari, è a non dare il proprio numero di telefono a nessuno che offre cedolino volantini coupon ricchi premi e quant’altro. Chi di noi non è passato attraverso i Lucignoli di Lotta Comunista (maledetti rompicoglioni, in vero), Mondolibri, club della Memoria, comunità di recupero e recupero della comunità? Chi di noi non è stato da loro benevolmente, amaramente, indegnamente fottuto?
Accadde così che le stesse cose tornarono. Nella tranquilla località di Tubinga mi sono fatto offrire cappuccino gratis dalla Gaulouis, e se avessi voluto un parimenti costo zero taglio di capelli entro furgoncino blu; ho ricevuto un vangelo in omaggio su cui esercito talvolta il mio raccogliticcio alemanno. Ma un giorno mi fotterono. Mi trovavo a mensa, erano i primi mesi, e avevo bisogno di un paio di cuffiette. Pensavo che l’isolamento musicale, in biblioteca quanto a casa avrebbe potuto migliorare le mie stressate prestazioni di studio. Virag, un nome che è tutto un programma – in ungherese vuol dire fiore, per la mitologia greca a noi forse più familiare, donna guerriero – era entrambe – mi prese di peso – per farlo occorre proprio una Virago, non c’è che dire – per porre alla mia attenzione che quelli del Suddeutsche Zeitung stavano banchettando allegramente con frutta e lupini – senza, in verità, ma ci stava bene – offrendo quotidiani ai viandanti. Il Suddeutsche Zeitung, letteralmente, quotidiano della Germania del Sud, ben oltre l’essere il corriere di qualche angolo crucco terrone, è in verità l’organo di stampa principale di Monaco di Baviera della regione di Tubinga e molto di più. Ha una vocazione internazionale e un’ottima strategia imprenditoriale. Preso dalla foga di Virag – avreste dovuto conoscerla, tanto era intraprendente e volitiva quanto splendida – faceva quasi paura questo cocktail – anzi, lo faceva decisamente – preso dal desiderio delle cuffiette firmammo un fatale cedolino che sanciva due settimane gratis di Suddeutsche Zeitung a casa e gadget in omaggio (cuffiette!!!)
Non lessi mai quei giornali. Ogni tanto li vedevo arrivare, ma non erano mai nella mia cassetta. Il tempo passava. Arrivò una lettera dal SUDDEUTSCHE ZEUTUNG, ma era in tedesco e decisi che non mi interessava. Riarrivò. Triarrivò. Iniziai a capire. Scadute due settimana di prova, il SUDDEUTSCHE ZEUTUNG aveva deciso di insediarsi nella mia abitazione desiderando tre mesi di pagamento pari a oltre cento euro. Per un giornale che non avevo mai letto. Le cuffiette più care della storia! Ignorai la faccenda. Per un po’ pensai di fare finta di nulla, pensavo che nell’arco di pochi mesi sarei tornato in Italia e chi si è visto si è visto. Poi mi venne l’atroce sospetto che avessero anche il mio indirizzo italiano. Se i miei lo avessero saputo, si sarebbero ulteriormente sentiti legittimati nel loro sport preferito: trattarmi come un bambino distratto. Affinché non lo sapessero, bastava usare il cedolino, che il SUDDEUTSCHE ZEUTUNG con solerzia apponeva a ogni lettera. Chiesi consiglio a Daniel, il mio coinquilino. Si fece carico della faccenda con affetto e prontezza, scandagliando la lettera e il sito. Ma fu tedescamente lapidario: du musst zahlen, DEVI PAGARE. Partire è un po’ morire, ma anche pagare non scherza. Non mi diedi per vinto. Incontrai una mia amica genovese anche lei qui a Tubinga, e le chiesi cose era meglio fare secondo lei. Aveva una certa esperienza su questo genere di cose. Mentre Nathan mi suggerì di attivarmi, prima che anziché qualcosa dal SUDDEUTSCHE ZEUTUNG iniziassi a ricevere qualcuno dal SUDDEUTSCHE ZEUTUNG, Serena – così si chiamava la ragazza – mi consigliò di scrivere una lettera in inglese qualificandomi come un poverino / mentecatto / bipede implume del tutto ignaro dei grandi guai del mondo. Ci riuscii splendidamente.
Dopo aver contraccambiato la sua consulenza nel redigere una lettera pietosa (che suscitasse pietà, ma proprio pietosa in sé) con una lezione improvvisata sul caro amatissimo Nietzsche, e dopo aver fatto leggere con mucho gusto la lettera anche al vecchio Li Greci, un cantautore siciliano che avrebbe suonato a breve a Berlino e che fece suonare a Settembre per tre giorni la porta d’allarme di casa mia, spedii la mail al SUDDEUTSCHE ZEUTUNG. O meglio. Creai una casella di posta elettronica fittizia, apposta per l’occasione. Ero talmente irrintracciabile che non mi ricordavo nemmeno come l’avevo chiamata. Tentai di fare login diverse volte con diversi indirizzi verosimili che la mia mente malata aveva potuto secernere, ma nada. Si può essere più stupidi? Ma, probabilmente, date le circostanze fu un colpo di genio. Neanche volendolo avrei potuto essere così completamente scemo. Un brivido che dovrei provare più spesso. Mandai la mail, e il giorno dopo, a mensa, dopo aver dribblato la fila dei carnivori per mettermi in quella dei vegetariani facendo scaccomatto all’ultimo secondo rimettendomi tra i carnivori – un trucco che fu disapprovato dal mio tavolo ungherese ispanico turco con orrore – cara Italia! – mi suonò il cellulare da un numero sconosciuto, ma non criptato. Una timida amante segreta che aveva reperito il mio numero attraverso fonti segrete! No. Una segretaria incazzata come un leone con un premolare cariato che cercava Herr Ferrari (il qui presente) e a cui risposi con un tedesco alla Novalis (anche no!) che subito, capendo (già troppo tardi!) l’antifona convertii in un inglese da hooligan depresso in astinenza dopo bastonature ripetute sulla scatola cranica. C’era un casino allucinante in mensa e non capii molto. Meglio.
Tornando a casa, provai a fare login ma non c’era modo. Creai allora una nuova casella di posta elettronica, sempre dallo stesso provider. Scrissi con questa allo SUDDEUTSCHE ZEUTUNG che non riuscivo più ad accedere alla mia vecchia casella e che confermavo quanto detto sopra. La mia dignità toccò i livelli della nazionale calcistica di San Marino. Però funzionò. Di lì a un giorno mi risposero, con una mail prestampata con cui si auguravano di avermi presto di nuovo tra i loro lettori e con cui si auspicavano che mi fossi goduto il SUDDEUTSCHE ZEUTUNG. Mai aperto, mai letto. Le cuffiette avevano già smesso di funzionare da un mese.

domenica 21 febbraio 2010

La Vale: E il rispetto dov'è??


STOP AL RAZZISMO!
XENOFOBIA !
ALL'INDIFFERENZA!
AL SILENZIO!
ALLA CATTIVERIA E CRUDELTà VERSO CHI E' "DIVERSO"!
L'uomo medio italiano dovrebbe solo vergognarsi dell'indifferenza che prova verso chi Non è uguale a lui....
per i suoi silenzi e comportamenti sfruttatori e vessatori!
Rispettiamo tutti senza se e senza ma...
Spero che il 1 marzo tutta l'Italia scenda in piazza e incroci le braccia assieme al popolo migrante!
senza di loro L'Italia è fregata!!
chi è razzista è solo un ignorante.
LA VALE

sabato 20 febbraio 2010

The Mallard • Dedicato a tutti quelli che soffrono



Quanta roba sporca, quanta polvere c’è qua
Ci vorrebbe l’aria aperta
e molta meno serietà
Sotto i piedi legno
e almeno dieci anni in più
per sapere se era veramente inutile
quest’ansia che ora c’è
e mi sembra insuperabile ma…

Non importa, non importa

Io non sono onesto, nè di certo lo sei tu

Ci vorrebbe una granita al chiosco
e un milione di stipendio in più

Per sapere se… se era proprio inevitabile

quest’ansia che hai anche tu…
tu che adesso stai fingendo che… ma

Non importa, non importa


Basterebbe che… che si potesse uscire dalla

Polvere
Dimenticare questa
Polvere
Cristallizzarla e farla
Scendere...più giù


Per sapere se… se è veramente inutile
quest’ansia che anche tu…
tu che adesso stai fingendo che…ma…

Non importa… non importa più

Polvere
Dimenticare questa
Polvere
Cristallizzarla e farla
Scendere… più giù




Premiata Forneria Marconi
"Polvere"

mercoledì 17 febbraio 2010

ANDROJINN - WHEN I'VE STARTED




Ho un problema.
Da piccolo ( più o meno ) disegnavo fumetti, avevo una gran fantasia e incominciavo una miriade di storie diversissime tra loro, anche come tecnica.
Alle superiori ho incominciato ad interessarmi ad eventi, esposizioni ecc... incominciando a farne un fottio, sempre interessanti e creative.
In seguito mi sono impegnato ad far partire vari progetti, artistici e sociali.
IL PROBLEMA è che sono capace SOLO ad iniziare le cose. Mi è sempre mancata la forza e la capacità di farne un "mentre" di ogni progetto che mettevo in pratica. Così ogni cosa che ho intrapreso è morta poco dopo il nascere non perchè non valessero ma perchè non ho mai avuto la spinta ad andare oltre.
Non so perchè, forse è una carenza pedagogica, forse è pigrizia alla massima potenza.

Ho paura anche per questo piccolo progetto del blog, sono felicissimo per quello che è stato fin'ora perchè è tutto come lo immaginavo! Però adesso sono ad un punto di paralisi, il mio tipico punto di paralisi dove ho voglia e sò che cè bisogno di andare oltre con qualche nuova proposta ma non riesco. Non cè nulla che mi trascini come all'inizio.
Ci sarebbero porposte varie, tra cui tentare di trasformare il barbiere in una rivista; immaginare alcuni dei nostri post sotto forma di dialogo su un palco, quindi sotto forma di evento spettacolo; esposizioni; un vero e proprio "sito"; anche l'idea che ognuno dei partecipanti trasformi il suo intervento in un suo personale percorso!
Il Barbiere è solo una palestra di dialoghi, di cui io e voi abbiamo bisogno. ma non so qual'è il passo successivo.... non so... non so di cos'altro ho bisogno.

ANDROJINN

La Vale: "Di quell'amore che a volte fa male..."



L'amore che a volte ti trafigge il petto e ti lascia senza aria...
Le laccrime scivolano amare come la lontananza che provo ora,
come la perdita inconsapevole e veritieria di non conoscermi così bene come credevo...
Le scelte, i cambi, dolori di una vita che si impiantano nelle ossa come piccoli frantumi di vetro arrugginito e sporco che infettano l'anima...
Oggi è una di quelle giornate dove il sole non esiste...
si è perso dietro a qualche pensiero che scivola via lontano dai miei occhi perchè non trovano la luce giusta per guardarmi in faccia, idee che scivolano lontano da un amore che non posso ottenere...
da una mano che non posso sfiorare...non è mia
e non mi appartiene più quel volto...
E' sempre difficile mandare giù una delusione...è sempre difficile lottare quando sai che il tuo amore non verrà mai ricambiato...
soffrire non serve a nulla!
Ti farai solo del male se continui a pensare che.... forse... un giorno...
No, nella vita molte scelte non sono facili e digeribili,
molte scelte sono così...e molti amori non sono corrisposti..
anche se non è semplice!si sa..

E' più facile dare un bacio che dimenticarlo.

LA VALE

sabato 13 febbraio 2010

LA Vale: pensieri che...




Era una giornata soleggiata di quelle che ti svegli e sorridi, perchè molti dei problemi ti sembrano evaporare via dalla mente...Ascoltavo il rumore delle onde in lontananza e pensavo a quanto era bello assaporare ogni singolo momento di quel "dono" che mi stava venendo offerto, dal mare dal sole dal vento...poesia..

e rido ancora adesso immaginandomi quel sorriso stampato in faccia che non riuscivo a togliere..


Avevo respirato quel senso di libertà a lungo... come se una parte di me fosse rinata per sempre e coccolata !
Camminavo lungo la spiaggia e sentivo l'acqua cristallina che mi solleticava le gambe, mi sarei persa ore a guardare il mare...mentre camminavo avevo deciso che non avrei più sprecato un minuto dietro a inutili paure, perplessità.. che avrei comunque riso di tutto, avrei preso la strada del vivere un minuto in modo intenso e non mille ore in modo apatico...
avrei fatto la mia scelta socchiudendo gli occhi e lasciandomi trasportare dalla voce positiva e un pò arrugginita che era in me...
Quelle lacrime salate non mi facevano più paura...perchè il tempo è breve e non potevo permettermi di pensare troppo a cosa "era più giusto per me"...
avevo la fretta e l'esigenza di fare ancora troppe cose, di conoscere ancora troppi posti che i miei occhi non avevano ancora osservato, di ascoltare troppe voci, rumori... di vivere ancora intensamente attimi che sgorgano veloci e che avrei voluto fermare per sempre così come erano....

Ecco quel giorno mi ero sentita così...


gonfia di un emozioni nel cuore enorme di un momento infinito in cui avevo deciso di vivere una vita intensa non chiedendomi cosa sarebbe "venuto domani"...no... ma assaporandomi l'oggi!
perchè l'aria è troppo colma di pensieri è troppo satura di frase lasciate a metà...e non ho tempo sufficiente per rincorrere l'aria che scivola via da me... devo chiudere gli occhi e lasciarmi trasportare dalle sensazioni che si vivono...abbracciando forte una paura che si sgretola come sabbia



LA VALE

venerdì 12 febbraio 2010

La Vale: e adesso...Censurate anche la nostra voce!!!!




"Il popolo non dovrebbe temere il proprio governo, sono i governi che dovrebbero temere il popolo!"(Cit.)





sììì e adesso??


censurate anche il mio pensiero i mie sogni...censuriamo le voci di libertà che escono da molte bocche!


Trasmissioni che vogliono trasmettere la realtà di questo paese verranno "bollate" censurate... bollino rosso!


mentre i reality show... ma che scherzi?? quelli si che sono FONDAMENTALI pe la nostra cultura....eh certo!!perchè in Italia tutto ciò che è scomodo viene imbavagliato...


ok continuate così...cari "politici" che "governate" questo paese (o così credete) le nostre voci non le imbavaglierete MAI!




Vi lascio con una frase di un film:


(Vper Vendetta)

"Voilà. Alla Vista un Vile Veterano del Vaudeville,
chiamato a fare le Veci sia della Vittima che del Violento dalle Vicissitudini del fato.
Questo Viso non è Vacuo Vessillo di Vanità, ma semplice Vestigia della Vox populi, ora Vuota, ora Vana.
Tuttavia questa Visita alla Vessazione passata acquista Vigore ed è Votata alla Vittoria sui Vampiri Virulenti che aprono al Vizio, garanti della Violazione Vessatrice e Vorace della Volontà.
L'unico Verdetto è Vendicarsi... Vendetta... E diventa un Voto non mai Vano poiché il suo Valore e la sua Veridicità Vendicheranno un giorno coloro che sono Vigili e Virtuosi.
In Verità questa Vichyssoise Verbale Vira Verso il Verboso, quindi permettimi di aggiungere che è un grande onore per me conoscerti e che puoi chiamarmi V. (V) "




"Ricorda per sempre il 5 novembre, il giorno della congiura delle polveri contro il parlamento. Non vedo perché di questo complotto, nel tempo il ricordo andrebbe interrotto. Ma l'uomo? So che il suo nome era Guy Fawkes e so che nel 1605 tentò di far esplodere il parlamento inglese.
Ma chi era realmente? Che tipo d'uomo era? Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire. L'uomo può essere catturato, può essere ucciso e dimenticato.
Ma 400 anni dopo ancora una volta un'idea può cambiare il mondo. Io sono testimone diretto della forza delle idee, ho visto gente uccidere per conto e per nome delle idee, li ho visti morire per difenderle…
Ma non si può baciare un'idea, non puoi toccarla né abbracciarla; le idee non sanguinano, non provano dolore... le idee non amano. Non è di un'idea che sento la mancanza ma di un uomo, un uomo che mi ha riportato alla mente il 5 novembre: un uomo che non dimenticherò mai. "



LA VALE