lunedì 20 dicembre 2010

The Mallard • Notti di Caccia


Vittime e carnefici del prossimo
Affamati ed affamanti di desideri di vendetta
Vogliosi di rigurgitare gli amari calici dentro la bocca di chi ci ha fatto del male

Sfogati o Demone, sazia la tua e la mia sete
Sfregia chi, quando ho aperto il mio cuore, proprio quando ho esposto la mia vulnerabilità, mi ha mostrato la sua riconoscenza facendomi suggere fiele, nonostante mi dimenassi e piangessi disperato, nonostante supplicassi pietà

Hanno risvegliato ciò che sonnecchiava, la Bestia primordiale che col tempo ero riuscito ad assopire
Hanno rovinato anni di sforzi, infangato la strada per la santità
Non possono più rimanere impuniti

Ed ora, Demone, difendimi, cibati, saziati per tutta questa notte di caccia
E poi, poco prima dell'alba, torna in me, ormai innocuo, e, prima che mi svegli, tagliami piccole ferite, dalle quali sgorgherà l'ultimo liquido nero del mio inferno e poi le mie lacrime
E chiudile solo quando vedrai filtrare da esse di nuovo la luce

Mio Totem e mio Tabù, brucia questo mondo cattivo in mille fiamme, questo mondo infinite volte più spaventoso di Te
La mia Purezza ritrovata ne costruirà un altro nell'istante dell'aurora


The Mallard

mercoledì 8 dicembre 2010

Paul: Sei un artista?

Sei un artista?

Sei un politico?

Sei un assassino?

o forse uno stupratore?
Sei un nazista, un neo-nazista, un comunista, sei un ebreo?
Sei un lavoratore, sei un muratore o un idraulico, o un carpentiere?
Sei un uomo d'ufficio, un agente immobiliare, un tranviere, un ambasciatore, un soldato?
Lavori sedici ore al giorno? otto? Fai gli straordinari?
Sei uno stakanovista, un fannullone, un approfittatore, un affarista, un ingenuo, un ribelle?
Segui un sogno? fuggi dalle aspettative? Cogli l'attimo? aspetti il segno del destino? Rinneghi le cose che hai? ne cerchi di nuove?
Ti piaci? Ti odi? Vorresti essere una donna? o forse un uomo? vorresti i capelli ricci, biondi, lisci, mori?
Sudi sul salario per pagarti le scarpe di marca? o forse per una giacca nuova? magari hai un hobby, magari ti devi comprare la chitarra figa, magari una macchina fotografica da duemila euro. O magari aspetti i soldi per gonfiarti il seno, le labbra, per essere più appariscente, per un tatuaggio, per un piercing, magari per cambiare sesso?
Piangi per tua madre che ti ha lasciato? piangi per tuo padre che non vi paga gli alimenti? piangi per i tuoi nonni che ti volevano tanto bene? piangi per quello stronzo del tuo ex che quando ti vede ti ignora? piangi per quella puttana della tua ex che quando ti vede si bacia con un altro?
Perdi sempre a monopoly e ti consoli pensando di essere fortunato in amore? Vinci sempre e ti senti una merda per le facce degli altri? ci godi? aspetti che arrivi la prossima partita per cambiare tutto?
Quanti soldi spendi sulle scommesse? forse aspetti di giocare un euro ogni tanto quando il jackpot è alto? Forse non vinci e ti consoli perchè quei soldi non li volevi? forse non sapevi come spenderli, forse erano troppi, forse avresti perso gli amici, forse la famiglia, poi arriva la mafia e ti porta via e chiede il riscatto?
Aspetti l'anima gemella? Forse non esci di casa aspettando che bussi alla porta? Forse l'hai sognata e aspetti che arrivi? la cerchi ma non la trovi? forse non ci credi nell'anima gemella, sono quelle stronzate che dicono i preti e gli sfigati che non hanno mai amato e perduto per amore. Forse l'anima gemella arriva quando meno te lo aspetti, forse l'anima gemella è solo la tua, forse tutte lo sono in fondo. Forse aspetti di trovare l'anima nella persona più vicina a te ma non ti dai pace perchè ti fai schifo quando ti guardi allo specchio.
Ti droghi per essere felice? Ti droghi per arrivare a fine giornata? Spendi trecento euro al mese per essere libero? Forse ne spendi di più? Forse devi andare a rubare per essere libero. Forse stai pensando che l'alcool non è una droga. Magari le sigarette, le cicche, le canne. Magari ne rubi ogni tanto una dal tuo amico. Forse pensi di poter smettere domani. O se proprio non ce la fai il giorno dopo.
Magari ti dici che lo fai perchè ti piace. O magari perchè stai male. E magari dopo una canna te ne fai un'altra perchè presto le cose cambieranno. O magari ti buchi su una panchina di periferia pensando che un angelo ti metterà sulla retta via. Magari ordini un altro bicchiere di qualche porcata pensando che in fondo ti fa schifo. Magari ne approfitti per farti vedere. Magari speri che sulla tua fronte appaia un cartello con scritto:Chiuso,torno subito. Forse aspetti che qualcuno ti noti tra i tuoi amici ubriachi tanto quanto te, e magari qualcuno ti dirà qualche perla di saggezza.
Forse al mattino ti svegli e ti accendi una sigaretta. Magari te ne fai un paio. Forse ti senti immortale. Magari pensi a quelle persone che dopo tutto stanno ancora bene e l'hanno sempre fatto. Magari non è il caso di pensare a tutte le persone che ogni minuto muoiono in casa, in ospedale, per le strade. Forse ti dici che la tua via la troverai un giorno, quando ne avrai voglia. Forse pensi che arriverà quando e se ne avrai voglia.
Dipingi quadri che ti fanno cagare, forse vorresti essere come Picasso che se ne sbatteva le palle. Forse pensi di poter diventare famoso. Magari aspetti che al tuo campanello suoni un mecenate attirato dal colore della tua porta di casa. Magari aspetti che ti venga davvero male e allora potrai cambiare. Forse aspetti di morire perchè non ne vale la pena.
Forse ti fanno schifo i commenti degli altri. Forse non ne hai bisogno, i commenti te li fai da te. Forse ti senti meglio quando te ne stai sul divano a far passare le giornate davanti alla tv. Forse è meglio aspettare di sentire la solita stronzata della solita persona che ti cerca perchè vi vedete da troppo tempo. Forse è meglio stare a mangiare biscotti. Magari provi a cucinarti una torta. Magari ti scopri un ottimo cuoco quando fai le torte. Magari ci metti tanta nutella perchè ti danno fastidio quelle torte preconfezionate in cui ne mettono un cucchiaino.
Magari provi a farti una ragione di quello che sei. Forse ti arrampichi sugli angoli dei tuoi specchi per sentirti più a posto. Forse non hai voglia di chiamare quella persona che ti può davvero aiutare. Forse ti da fastidio. Forse la ami ma non glielo vuoi dire. Magari ti da fastidio cambiare. Forse arriva da te ogni giorno un messaggio di speranza ma lo cancelli senza leggerlo? Magari ti da fastidio pensare di poterti salvare. Forse è più figo spararsi ore di televisione piuttosto che salvarsi. Magari un giorno ti suiciderai. Magari pensi di andare in prima pagina sulla gazzetta della tua città. Forse tutti ti penseranno per una volta tanto. Magari non lo fai per pigrizia.

O magari non lo fai per una persona sola. Magari per te stesso. Forse non ti senti poi così una merda in fondo. Ti guardi allo specchio e non ti odi poi così tanto. Magari un giorno mi compro un bel cappello che mi piaccia. Si, proprio quel cappello che a tutti fa cagare. Magari una volta tanto faccio una foto a quella pianta così carina che per gli altri è solo una pianta dove pisciare quando si è ubriachi fuori dal locale. Magari un giorno scrivo una poesia che mi piaccia anche se non c'entra un cazzo con gli altri. Magari è sbagliata grammaticalmente. Magari hai una calligrafia del cazzo. Magari ti fa sorridere, e ti dimentichi del bicchiere sul bancone. Magari per una volta tanto chiami tu quella persona, magari mentre ci parli ti metti a sorridere da solo e te ne sbatti degli altri che sono abituati alla tua serietà. Magari un giorno la vai a trovare, la abbracci e senti tanto amore che non avevi più. Sicuramente è una persona nuova, magari prima la davi per scontata, quando avevi bisogno dopotutto era sempre li. Magari anche dentro te stesso eri sempre li ad aiutarti, e lasciavi che il tuo corpo si aggrappasse a te e lo tiravi su. Magari una volta tanto sto sveglio e mi guardo l'alba dal balcone di casa mia. Forse a tutti fa cagare, ma a me non serve andare alle Haway per godermi l'alba in un bel giorno limpido. Magari una volta tanto ti trovi a giocare a carte e ti dimentichi se lo stai facendo per vincere o per perdere. Magari lo fai per stare con chi ti vuole davvero bene. Forse lo fai perchè i momenti più belli si vivono dentro le stanze più buie, nei momenti più impensati, nelle situazioni più solite. Magari cerchi un buon motivo per andartene, magari un giorno lo fai davvero.
Magari te ne sei già andato il giorno che hai perso tutto, e non ti rendi conto che l'hai ritrovato già da subito se decidi di tornare. Magari potresti farlo oggi stesso, magari qualcuno ti dice qualcosa che vorresti sentire, o magari non lo vuoi sentire ma arriva. Magari aspetti un miracolo, forse aspetti un Santo che ti appaia e ti dica dove stai sbagliando. Magari aspetti di vedere un fantasma per casa, o un bicchiere che si sposta da solo. Magari credi agli alieni ma ti da fastidio non averne mai visto uno. Magari quella vecchietta che ti chiede una mano a fare benzina è un segno. Magari quella macchinetta che mi fotte i soldi e non mi lascia comprare le sigarette è un miracolo. Magari quella cazzo di gomma della macchina che si buca proprio quando vuoi uscire al sabato sera è un campanello d'allarme. Magari il cellulare che si scarica quando stai per chiamare la solita persona è un segno del destino. Magari non bisogna poi vedere un Angelo di Dio per avere un segno. Dopotutto che cazzo di segno sarebbe? Forse ho più bisogno di aiutare una vecchietta per non sentirmi così inutile. Forse ho bisogno di starmente a casa al sabato sera per capire che posso anche non ubriacarmi per stare bene. Magari piano piano posso anche pensare di stare meglio.

Sei un pensionato? sei un laureando? sei un barbone? sei un venditore ambulante? Sei un nullatenente? Sei una ragazza madre? Sei un drogato del cazzo?

Forse basta soltanto essere se stessi

Paul

mercoledì 1 dicembre 2010

The Mallard • homo - humus


La Cura, mentre stava attraversando un fiume, scorse del fango cretoso; pensierosa, ne raccolse un po’ e incominciò a dargli forma.

Mentre è intenta a stabilire che cosa avesse fatto, interviene Giove.

La Cura lo prega di infondere lo spirito a quello che aveva formato. Giove acconsente volentieri.

Ma quando la Cura pretese di imporre il suo nome a ciò che aveva formato, Giove glielo proibì e pretendeva che fosse imposto il proprio.

Mentre la Cura e Giove disputavano sul nome, intervenne anche la Terra, reclamando che a ciò che era stato formato fosse imposto il proprio nome,perché gli aveva dato una parte del proprio corpo.

I disputanti elessero Saturno a giudice. Il quale comunicò loro la seguente equa decisione:

"Tu, Giove, poiché hai dato lo spirito, alla morte riceverai lo spirito;

tu Terra, poiché hai dato il corpo, riceverai il corpo.

Ma poiché fu la Cura che per prima diede forma a questo essere, fintanto che esso vivrà lo possieda la Cura.

Poiché però la controversia riguarda il suo nome, si chiami homo poiché è fatto di humus (Terra).”

Caio Giulio Igino

(versione tratta da Essere e Tempo” – M. Heidegger – ed. Longanesi)



The Mallard

giovedì 18 novembre 2010

The Mallard • Lo stesso Sole

Mi calo in un paesaggio che non conosco, guardo uno scorcio di paese, una piccola spiaggia, un bosco, le montagne e tutte le cose umane e non, costruite e non; tutto ciò che, in fondo, ha solo cambiato aspetto nel tempo.
Ma la luce del Sole, le ombre ed i riflessi, nulla mi dicono sull’ora del giorno in cui mi trovo. La posizione della Luna, i suoi pallidi raggi, non mi illuminano sull’ora della notte.
Sempre mi sorprende come, dalla sola immagine statica di un paesaggio che non conosco, da un quadro, da una foto, io non sia in grado di indovinare se sono immerso in una mattina o in un pomeriggio, se in un’alba o in un tramonto, se il giorno sta arrivando oppure se ne sta andando.

Allora, mi fermo ad osservare: ecco il Sole basso all’orizzonte, ecco che mi accorgo del suo moto! Sta crescendo, si sta alzando su di me! In un arco perfetto esso sale inesorabile cancellando quasi l’azzurro con la potenza della sua luce, tale da non riuscire ad entrare completamente dentro i miei occhi.
Che abbondanza! Che gioia! Che sicurezza: il Sole sta crescendo.
Posso addirittura lasciarmelo alle spalle ad illuminarmi la via perché io confido: il Sole sta crescendo.
Di nulla mi affanno; solo sorrido, sono entusiasta, non mi chiedo nulla e gioisco. Corro sicuro alla scoperta della Terra e delle creature che la popolano. Vivi sono i colori: il Sole li detta con garbo, le cose rispondono con la loro giusta tonalità.
Voglio di più: ecco che il Sole mi esaudisce e sale ancor più alto. Sembra ora che bagni tutto con il suo bianco ed il suo giallo. I colori a mezzodì sono così chiari, sono quasi bianchi loro stessi. Tutto È Sole, tutto è immerso in Lui, che, abbracciando, uniforma e toglie quasi le singolarità.
Fuoco e calore: me ne disseto avidamente, non mi voglio riparare, anche se è troppo per me, è troppo forte.
Di nuovo, voglio di più: anche ora il Sole mi esaudisce, continuando a spostarsi.
Ma ora, nel suo naturale percorso, l’arco discende.
Subito la luce cala dal suo fulgore, e subito è quasi piacevole, quasi un sollievo dal troppo calore, dalla troppa luminosità dell’apice. Tornano i colori naturali delle cose, posso a tratti anche guardare dentro il Sole.

Presto però realizzo l’inesorabile percorso, la discesa che non voglio, la perdita.

Sembra attratto dall’orizzonte, dall’Ovest, che ora è più luminoso dell’Est. Sembra che stia per essere mangiato dalla stessa Terra che l’ha fatto nascere. Ed allora comincio ad inseguirlo. Prima cammino, ma non riesco a stargli dietro. Allungo il passo, ma il Sole procede e cade sempre più veloce. Sento l’affanno, sento un principio di terrore. Cammino più velocemente, inseguendolo. Sono gli stessi miei piedi a far ruotare la Terra, come se fossi un giocoliere. Sembra che, ad un tratto, io riesca a fermare la caduta del Sole, sembra che con la mia sola forza possa inseguire la palla di fuoco o possa far ruotare la Terra, per poter godere ancora di un giorno, di questo giorno, che non riesco a lasciar andare, che non riesco ad abbandonare.
Ma presto, camminando, giungo in terre che non conosco, non sono più a casa, ho paura. Le gambe si stancano, sono affannato. Non riesco ad avanzare alla sua velocità ed il Sole scende ancora. L’angoscia fa sgorgare le lacrime: “Fermati! Non te ne andare. Asciuga questi occhi. Aspettami! Non ce la faccio…”.

Le lacrime bagnano la terra e scivolo su di essa. Mi fermo. Posso solo osservare disperato. Poco prima di andarsene, il Sole sembra un grande occhio all’orizzonte, giallo e rosso. Poi, l’ultimo suo arco di luce mi saluta.
Ora non vedo più nulla. Sento solo le mie guance bagnate ed il freddo alle spalle. Non vedo neanche più me stesso.
Pian piano, neanche mi sento più.

Eppur mi sforzo di fissare verso Ovest: “Ti prego, torna! Voglio ricordarmi di Me, voglio sentire la mia pelle, voglio riconoscermi nel mio corpo.”

Ma d’un tratto ricordo le parole:

“Uomo, non bagnare con le tue lacrime la terra dell’Ovest. Chiudi gli occhi per vedere veramente. Rimani in ascolto, senza corpo, senza carne. Sei solo un osservatore, solo l’entità osservante, l’essenza imperitura. Non hai da temere, solo resistere un poco. Senti già le tue spalle calde? Percepisci la luce dietro di te, figlia dell’Est? Vedi già l’oro riflesso sulla terra alle tue ginocchia? Pazienta ancora, ed un nuovo abbraccio di vita e di calore ti darà conforto ed energia, ed illuminerà la tua strada. Arriverà presto ciò che asciuga tutte le lacrime, ciò che risveglia la dinamica della Terra, ciò che curerà le tue membra stanche.

E tutto questo prodigio, questa potenza, rinascerà di nuovo, rigenerandosi per milioni di giorni.

Sempre sarà, e sarà ancora…
…lo stesso Sole.”
The Mallard

mercoledì 17 novembre 2010

Donny: "CRISI NEL BARBIERE!"

LA CRISI E’ ANCHE QUI !!!

Negli ultimi tempi non ho potuto fare a meno di notare l’esplosione del Barbiere,

mi sento di definirla una vera e propria crisi;

penso che noi tutti abbiamo perso di vista quello che era lo scopo iniziale del blog

e senza stare a ripetere ciò che troviamo sotto la voce : “che cos’è il Barbiere?” , mi prendo la libertà di riassumere quello che SECONDO ME è il senso di questo luogo virtuale.

A mio parere il Barbiere è prima di tutto condivisione, amicizia, chiacchere (utili o inutili),

è un luogo dove si parla di temi sociali come di temi filosofici come esistenziali, ideologici, morali, politici, artistici, come si parla di sfoghi emotivi del depresso di turno ( io l’ho fatto e devo ammettere che il Barbiere non se la cava male come spicoterapeuta virtuale J ).

Penso che tutte le cose che sono state dette sin’ ora siano valide e fondate, ognuno ha espresso il suo parere e sono d’accordo sul fatto he negli ultimi mesi il Barbiere ha perso la grinta iniziale, in fondo è comprensibile, molti di noi hanno iniziato a esprimere le proprie emozioni, a rendere pubblici i loro sfoghi emotivi e a mio parere questa è cosa SANA e GIUSTA, anche se è vero che sono andati diminuendo sino allo Zero assoluto (in fisica a questa temperatura le molecole sono quasi ferme, così come il nostro Blog ) i post su argomenti più complessi e delicati che davano spazio alle riflessioni e alle opinioni a volte causando liti e discussioni accese, a volte sfociando in conversazioni di ore (2 ore) davanti a qualche pub a Rossiglione (W Mallard!), che altre volte trovavano il pieno consenso di tutti e entusiasmava lettori da tutte le parti, perchè molte persone hanno letto del , dal Barbiere pur non scrivendo, persone a noi sconosciute.

Arrivo al punto:

Io personalmente trovo interessanti le proposte ma anche le critiche degli ultimi tempi, penso che non siano da escludere idee che conducono gli interessati su campi, prati, o sotto la pioggia (per l’ultima io mi astengo), ma penso anche che stiamo perdendo di vista il vero problema;

Il problema in questione è la perdita di interesse da parte degli stessi Barbieri (figuriamoci quanti lettori ignoti hanno tolto il Blog dai segnalibri di Mozilla), noi stessi stiamo perdendo la voglia a scrivere, a leggere, la voglia DI PENSARE, DI CONDIVIDERE, DI COMUNICARE...

Credo che la situazione sia grave ma credo che non serva buttare in tavola nuove iniziative che, per quanto mi piacciano, faranno solo escludere altre persone perdendo poi di vista lo Scopo.

Con questo non voglio dire siano brutte idee voglio solo sottolineare che non è li la risposta al problema.

Per risolvere questo problema a mio parere l’unica soluzione è impegnarci tutti a scrivere qualcosa di nuovo, post interessanti e che coinvolgano tutti i lettori, post elastici e non sempre incentrati sulle stesse cose. Post nuovi, forti, e che diano spazio alla riflessione e alla personalità di tutti.

Io sto lavorando a un post che pubblicherò a giorni e il vero scopo di questo post sarà di toccare molteplici argomenti cercando di reinpiantare in ogni Barbiere la voglia di portare avanti il Blog ritrovando l’entusiasmo iniziale. Spero funzioni.

Ma nel frattempo per sfatare la confusione che si è creata ultimamente chiedo a ognuno di voi:

Che cos’è per te il Barbiere??

Mi farebbe piacere che ognuno scrivesse quello che è per lui, quello che secondo lui è il limite del blog e come vorrebbe che fosse.

Così ci esprimiamo tutti, ci capiamo e cerchiamo di venirci tutti incontro per ridare Vigore (maiuscolo non a caso) a questo splendido blog le cui potenzialità e i cui sbocchi sono a mio parere illimitati.

Ridiamo forza a quest’idea iniziale ma facciamolo trovando il punto di Unione.

Che cos’è per te il Barbiere ??

Donny.

martedì 16 novembre 2010

Ross- PIU' CHE ALTRO EVOLVENDO

Vi auguro una splendida giornata in questo pomeriggio umido di acqua fuori e dentro noi, che richiama la più grande speranza forse illusoria che lavi via ogni trasporto negativo.

Assieme dunque a questa pioggia e
più che altro evolvendo, voglio richiamare l'attenzione di chi ha taciuto, di chi ha urlato e di chi nn ha nemmeno guardato per le sue ovvie ragioni l'esigenza primaria dei Barbieri, non del locale in subaffitto che utilizziamo.
Chi deve sopravvivere non è il Barbiere come idea o come luogo in cui le menti si ritrovano, chi deve restare vivo siamo noi che lo componiamo, a prescindere dal fatto che ne facciamo parte o che rimanga attivo o meno.

Io credo che in buona parte questa attività sia nata per stimolare progetti di gruppo, condivisione e unione; penso sia stato come lanciare l'ennesima speranza nelle mani di altri, con la forza nel cuore di vederla raccolta e sfruttata e ammiro chiunque tenti ancora di lanciare pezzi di sè a destra e a manca perchè ci vuole quel qualcosa con la S che molti non sanno nemmeno cosa voglia dire rischiare di perdere.

Detto questo e bandendo gli ultimatum o le idee di nominare qualcuno barbiere e qualcun'altro no, che mi ha fatto ridere, (senza offesa alcuna per chi l'ha detto perchè comprendo possa non aver avuto il tempo di riflettere ed oltretutto può essere anche un'iniziativa valida per molti altri e assurda solo per me, da cui può nascere quindi un sempre verde confronto e ciò costituisce una delle ottime prerogative del Barbiere), mi rivolgo a voi per lanciare qualche nuova iniziativa che dia la libertà e l'opportunità di condivisione ed espressione a tutti quelli che partecipano scrivendo, commentando, o solo leggendo, il Barbiere.

1) Riposto il pezzetto di commento che conteneva un'idea per unire questi Barbieri fortunati:

"Ma se a tema di ciò di cui si parla si organizzasse un incontro a sfondo artistico tematico?
Esempio, pioggia.
In un girno di pioggia si decide di uscire tutti insieme con impermeabile e, chi con una tavolozza, chi con la macchina fotografica, chi con carta e penna, si butta questo tema sul proprio animo..
per dare vita reale allo stesso..

Per non far si che rimangano solo parole al vento, se pur condivise, infruttuose..
Sarebbe un inzio, è possibile successivamente anche condividere il tipo di arte e condividerla fra tutti stabilendo il mezzo artistico con cui si lavora quel giorno, un giorno si scrive, l'altro si fotografa..etc. insegnando e condividendo non solo ciò che abbiamo dentro ma anche il mezzo secondo cui è possibile esprimere se stessi."


2) Un'altra idea potrebbe consistere nel creare qualcosa di altamente stimolante come l'espressione di sè stessi attraverso la poesia.
Per non soggettivare e imporre il proprio modo di osservare, pensavo a questo:

Ingredienti:

  • 1 videocamera o webcam intera, anche da prestarsi a vicenda
  • 1 pò di luoghi artisticamente o emotivamente importanti per noi o per l'accezione comune (un campo, una cantina, un tetto, il nostro letto etc)
  • 1 o più libri di poesia preferiti
  • 1 segnalibro
  • 1 computer
  • 1 connessione internet

Preparazione:

Contattare tutti i "barbieri" e decidere un nome utente e una password.
Delegare in base a chi ne ha tempo, chi creerà un account.
Posizionare la videocamera/webcam davanti al luogo scelto e rimanere dietro la fotocamera o in opzione starci davanti.
Prendere il libro e aprirlo alla pagina dove abbiamo posizionato il segnalibro alla poesia scelta e leggere con tono e pathos personali.
Accendere il pc, digitare www.youtube.it, accedere ed inserire il video appena registrato.

Et Voilà!


Aggiungere passione a piacere.



Rossana

giovedì 4 novembre 2010

La Vale: Ripartendo ..


Fotografo un particolare,
una goccia di pioggia che mi trasmette un emozione strana quasi originaria...
quell'immagine rimarrà immortalata così nei miei ricordi più nitidi...
e anche se mi scorderò qualcosa di quell'immagine impercettibile..potrò rivederlo,
ripercorrerlo...in quel momento ...
un attimo secondo che scivola via...
Cosa pensate quando scattate una foto?
Che profumo ha la pioggia?
La terra bagnata,
l'asfalto che penetra nelle radici e nell'anima...
Un'emozione data da una foto...
Un ricordo...
un progetto
come vorrei che nascesse da questo blog...
aprirlo e annusare i profumi e le tracce che ognuno di noi lascia in punta di piedi
quando i nostri pensieri si amalgano uno dentro all'altro!!
Vorrei che da un'immagine di un giorno di pioggia potesse nascere e crescere un confronto comune un progetto comune...
Cosa vi trasmette la pioggia...?
questo blog ha sete ha bisogno di qualcosa...Ma cosa?
LA VALE