

Le luci delle fabbriche accese 24 ore su 24... squarciano il cielo nella notte.....e lo riempiono di un veleno che continuiamo ad ingoiare senza esserne a volte troppo consapevoli...
Ogni rasoio è bello a mamma sua!



Mi presento: sono il caos.
Sono il caos di ieri, e quello di domani.
Quello dell'istante appena trascorso, quello del dubbio,
quello delle abitudini, quello delle novità.
Un secondo fa avevo un numero inquantificabile di scelte, banali, o meno.
Tra queste c'era scrivere ora, o più tardi, o mai.
Farlo in fretta, lasciando che le parole scorrano lungo in filo forse logico dei miei pensieri,
o farlo lentamente, pesandole una per volta.
Sono la scelta di un tempo molto lungo, o forse molto breve,
sono l'unica strada che mi ha condotto ad esistere.
Esisto ora, ieri forse, domani no.
L'infinità delle possibilità che avevo ieri, un minuto fa o in un qualunque istante del passato
è grande solamente quanto le possibilità future.
Non quelle presenti, perchè il presente non lo colgo.
Dove sono non lo so. Non sarà il filo che mi ha condotto qua a dirmelo,
ne tantomeno raggiungerò mai un luogo.
Non so dove sono. Non so chi sono. So solo che forse sono e tanto mi basta.


L'immagine
ostentata,
osservata,
sciupata,
esibita,
nascosta...
l'ombra falsa di ogni colore della nostra anima...
sono stanca dell'esibizionismo,
di corpi nudi messi all'asta al miglior offerente...
Stanca e nauseata di questa società dell'apparire....
Io non uso specchi e non voglio la mia immagine riflessa, distorta in una sfumatura sfocata piena di laccrime.... Io sono ciò che ho dentro e non ciò che posso apparire ad occhi superficiali....
Non ho bisogno di quello scorcio di quasi realtà, di essere quello che non voglio essere....
La gente deve guardare per ciò che è riposto in ognuno di noi nella nostra anima..nel nostro sorriso che deriva dal cuore...
Non per un'imperfezione... non per l'ecceso di qualcosa....
E vorrei dirlo implorando l'attenzione di questa frenesia di questa voglia di correre sempre
di questa malattia che ci consuma da dentro che ci rende imperfetti e che ci fa apparire così insicuri da spogliarci di ogni certezza... da lasciarci soli senza sé e senza ma...
Questa voglia di ritrovare se stessi, di ritrovare il lato umano perso in qualche stanza di un paese remoto.......
perché si è arrivati a tanto.... ?
perché si ostenta tanto un'immagine che non è il riflesso di noi stessi?
che ci rappresenta solo per metà... che fa di noi degli animali primordiali che non riescono a guardare oltre che quel vezzo estetico, quel costrutto falso....?
No, non credo e non posso pensare che l'arte si fermi li, all'esibizionismo falso....
spero e credo che ci sarà qualcosa che spingerà noi stessi al di là della barricata,
al di là del vetro,
perché esiste altro,
altre immagini,
altri modi di pensare,
di vedere e sognare...
DI LIBERARSI...
DI LIBERARE LA PROPRIA MENTE,
I PROPRI OCCHI,
DI SORRIDERE ALLA GIORNATA CHE SI PRESENTA,
DI SCHERZARE SUI DIFETTI...
DI ROMPERE GLI SCHEMI IMPOSTI E GLI SPECCHI ROTTI
CHE RIFLETTONO SOLO IPOCRISIA..
LA VALE